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2 novembre 2010
La sindrome di Bettino
 

Ci risiamo. Mentre in America e nel resto d'Europa il dibattito politico è perlopiù incentrato sui vari modi possibili da usare per superare definitivamente la crisi globale e dare avvio ad un nuovo periodo di duratura crescita economica, l'Italia si ritrova bloccata dalle solite tensioni e dall'ennesimo scandalo riguardante Silvio Berlusconi. Da quindici anni almeno assistiamo smarriti ad una guerra continua fra berlusconiani ed antiberlusconiani con la bava alla bocca, fra la singola persona del Premier e una parte della magistratura. Questo conflitto permanente ha prodotto un solo risultato, per niente positivo, ovvero ha fatto perdere credibilità sia a diversi magistrati che allo stesso Berlusconi. Quasi tutte le inchieste o i processi a carico di Silvio Berlusconi spesso hanno offerto agli italiani l'immagine di alcuni Pm mossi più da una certa foga partigiana che dalla missione di servire lo Stato sempre e comunque, ma anche la figura di un Presidente del Consiglio sovente poco candida. In tanti momenti gli italiani avranno pensato: sì, ci sono parecchie toghe politicizzate che si accaniscono, ma pure Berlusconi nasconde evidentemente qualche scheletro nell'armadio.


Può darsi che la vicenda della ragazza marocchina che per tutti è ormai Ruby la rubacuori, rappresenti un ulteriore atto della guerra Berlusconi-magistrati, ma se quanto emerso finora dovesse essere confermato in maniera completa, sarebbe più difficile tentare di assolvere almeno in parte il Cavaliere con la scusa del complotto e dell'accanimento giudiziario. Il caso Ruby pare più grave, tant'è che il Premier sembra messo alle corde e non è solo Fini a trovarsi imbarazzato, ma anche Bossi e persino i berlusconiani più agguerriti. Che Silvio sia un donnaiolo incorreggibile lo si è sempre saputo e francamente la cosa di per sé non ha mai infastidito più di tanto un'Italia che non è condizionata dal puritanesimo come gli USA. Il Cav. è ricco, ancora di bella presenza, sebbene aiutato dai miracoli della scienza ed oggi pure libero da vincoli matrimoniali, quindi se ogni tanto volesse ospitare nelle sue ville qualche amichetta, nessuno se ne accorgerebbe. La vita privata del nostro Premier diventa però imbarazzante quando si sente parlare non di relazioni con questa o quella, ma di gruppi di venti o trenta ragazze anche molto giovani, portate in villa da personaggi ambigui per far divertire il sultano. Pensiamo sia sgradevole parlare di un Berlusconi addirittura malato, come ha fatto Famiglia Cristiana, ma talvolta escono particolari che fanno ritenere che alla fine Veronica Lario non avesse tutti i torti. E ciò che fa accapponare la pelle, ancor più dell'harem, è l'uso spregiudicato del potere attraverso le probabili telefonate in Questura, quindi la certezza di essere onnipotenti ed intoccabili, di poter fare quel che si vuole tramite la carica istituzionale, persino mentendo in modo sfacciato. In più occasioni sono state descritte le analogie fra Berlusconi e Bettino Craxi. In effetti lo scomparso leader socialista ebbe successi politici riconosciuti da tutti, così come il Cav. anni dopo, tenne in pugno per tanto tempo democristiani e comunisti ai quali ruppe le uova nel paniere, ma ad un certo punto si sentì troppo potente da lasciare che i suoi si scambiassero tranquillamente tangenti nei pubblici bar di Milano. Craxi iniziò bene ed è finito poi talmente male da non riuscire nemmeno più a morire ed essere sepolto nella sua Patria. Non vorremmo che Berlusconi, a causa di altri vizi, fosse costretto a concludere la propria carriera politica come l'amico Bettino.

3 settembre 2009
Felici, nella discarica
 

Quando l'approdo di Vittorio Feltri a Il Giornale era ancora solo una voce che girava, già si ipotizzava una nuova linea editoriale del quotidiano decisamente più aggressiva e impegnata soprattutto a fronteggiare, con gli stessi mezzi, tutte quelle penne militanti del Gruppo Repubblica-Espresso e non solo, che da mesi passano al setaccio la vita privata di Silvio Berlusconi. Con le rivelazioni sul Direttore dell'Avvenire Boffo, le ipotesi che circolavano sul nuovo Giornale feltriano, sono state ampiamente confermate.


Vittorio Feltri non ha mai nascosto di essere un giornalista di parte, ma la sua è sempre stata una faziosità nobile, dichiarata alla luce del sole e non priva comunque di uno spirito critico, indipendente e anche anarcoide. Pertanto si può credere facilmente al fatto che a Il Giornale abbiano agito da soli e senza alcun input da parte di Berlusconi per quanto riguarda il caso Boffo. Alla fine poi importa poco se dietro allo scoop su Boffo ci sia soltanto l'indipendenza di Feltri oppure anche la lunga mano del Presidente del Consiglio. Ciò che deve far riflettere è il livello sempre più scadente dello scontro politico in questo Paese. E' pur vero che il gioco del lancio della spazzatura non è stato iniziato da Feltri e che spesso a brigante si risponde con un brigante e mezzo, ma visto che viviamo in un Paese che non sta meglio degli altri indipendentemente da ciò che continua a dire Giulio Tremonti, ma anzi necessita di una lunga serie di riforme politiche ed economiche, sarebbe bene che si litigasse su idee e programmi e non si contribuisse a peggiorare ancor più la qualità del dibattito pubblico e politico solo perchè gli altri fanno già così. A volte i principali protagonisti dell'Italia di oggi ricordano quei bambini, magari di certe zone disgraziate dell'Africa, che giocano su cumuli di rifiuti, eppure sono felici perchè, poverini, non hanno mai visto altro e pensano che ciò che li circonda sia del tutto normale.

19 giugno 2009
Dalle scosse allo tsunami?
 

Qualcuno aveva detto, prima delle elezioni europee, che tutto quel vociare circa il cosiddetto caso Noemi e le abitudini private di Silvio Berlusconi, sarebbe terminato subito dopo lo svolgimento delle consultazioni elettorali del 6-7 giugno, ma evidentemente si sbagliava. Forse non si parlerà più come prima di Noemi Letizia, ma è arrivato dell'altro materiale non meno capace di monopolizzare per giorni l'intero dibattito politico di questo Paese. Giorni fa Massimo D'Alema ha invitato la propria parte politica e un po' anche l'Italia in generale a prepararsi a possibili scosse capaci di minare l'azione e finanche l'esistenza del Governo Berlusconi. A cosa si riferisse precisamente D'Alema, non era molto chiaro, ma la deposizione presso la Procura di Bari di un'ennesima bellona, un po' più matura di Noemi, sedotta e forse abbandonata dal Premier, ha fatto dire ai principali dirigenti del PdL più vicini a Silvio che le scosse paventate da Baffino non sarebbero che una nuova e ben orchestrata manovra giudiziaria ai danni del Presidente del Consiglio e ad opera delle solite Procure politicizzate che sono pronte a rovistare anche nella spazzatura pur di eliminare il Cavaliere a livello politico.


Non sappiamo ancora per quanto tempo e in che modo avremo a che fare con questo nuovo scandalo o sedicente tale, ma siamo già abbastanza consapevoli di come stiano uscendo male tutti o quantomeno il PdL e il PD, da questa ennesima vicenda che porta la classe politica e l'informazione ad ignorare spudoratamente i veri problemi italiani e a ridicolizzare sempre più l'Italia nel mondo. Sul divorzio del Premier e sul caso Noemi è stata montata prima delle europee un'evidente strumentalizzazione da parte di un'opposizione incapace ormai di tenere testa a Berlusconi con temi prettamente politici. Però si è anche detto, a diversi livelli e pure in umili spazi come questo blog, che il Presidente del Consiglio, per la carica che ricopre e per non offrire armi ai soliti noti, farebbe bene ad imporsi un certo rigore. Oggi sta uscendo dell'altro da quel di Bari e non si tratta solo di pettegolezzi riguardanti un donnaiolo incorreggibile, ma simpatico e molto latino. Naturalmente le deposizioni di bellone spuntate dal nulla sono ancora tutte da verificare e a causa del protagonismo di certi magistrati, come è accaduto tante volte in Italia, magari si farà parecchio rumore per niente, ma stanno uscendo particolari abbastanza gravi che possono compromettere profondamente l'immagine del Presidente del Consiglio e che non consentono più mezze verità e mezze bugie, come ha scritto Giuliano Ferrara che non è certo ostile ideologicamente al Cavaliere. Dall'altra parte Massimo D'Alema ha gettato non poche ombre sulla sinistra e sulla sua contiguità con una parte della magistratura italiana. Il leader democratico ha minacciato di querelare chiunque osi porre l'accento su un ipotetico legame fra l'avvertimento relativo alle scosse e l'attivismo della Procura di Bari. Sarà solo una coincidenza, ma a pensare male ogni tanto ci si azzecca e soprattutto in questo Paese dove la storia di Mani Pulite è una strana storia ancora tutta da riscrivere e nel quale tanti magistrati non fanno mistero di appartenere ad una determinata parte politica. Intanto, al di là dell'ottimismo tremontiano per il quale noi saremmo più intelligenti di americani e inglesi, la crisi economica mondiale morde eccome anche nel Bel Paese e se in altre latitudini iniziano a spuntare i primi germogli della ripresa, le previsioni per l'Italia non sono molto incoraggianti anche per il 2010. Non vorremmo che la mancanza di riforme e di conseguenza una crescita economica pari allo zero, fossero le vere scosse generatrici di uno tsunami capace di travolgere non solo Berlusconi, ma l'intero Paese. Emma Marcegaglia, Draghi ed altri, a volte sembra che parlino da soli.

27 maggio 2009
I bacchettoni progressisti
 

I problemi seri, in Italia e nel mondo, non mancano mai, eppure in questo Paese amiamo distrarci ogni tanto con le stupidaggini da gossip, trasformandole addirittura in emergenze nazionali e casi politici. L'ultima distrazione che ci stiamo concedendo è senz'altro quella riguardante la vita privata e sentimentale di Silvio Berlusconi. Siamo partiti dalle lamentele pubbliche di Veronica Lario, abbiamo proseguito con la volontà, espressa anch'essa pubblicamente, della signora Berlusconi di divorziare dal marito e stiamo continuando con il caso della diciottenne napoletana Noemi Letizia che alcuni vorrebbero fosse l'amante ex-minorenne dell'attempato Premier, altri la figlia ed altri ancora la nipote. Una certa propaganda ben orchestrata sta facendo circolare sospetti terribili sulla figura del settantenne Berlusconi che sarebbe così focoso da non resistere nemmeno al richiamo delle minorenni. Si dice che per molto meno Bill Clinton rischiò l'impeachment e diversi candidati alle elezioni primarie si sono dovuti ritirare dalla corsa per sospette relazioni extraconiugali. Vero, in America su certe cose non si scherza. Ma qui siamo in Italia dove si sta cercando di demolire un politico forte di un consenso elettorale difficile da contenere con le armi convenzionali. Gli avversari o meglio, nemici di Silvio, quindi le sinistre varie, certi giornali e taluni magistrati, in quindici anni le hanno provate tutte pur di affossare l'odiato nanetto di Arcore, ma nel fosso ci sono sempre finiti loro ed ecco quindi che ora si sta raschiando il fondo del barile e si cerca di cavalcare il malessere coniugale di Lady Veronica e il gossip. Certo, la signora Lario avrà anche le sue buone ragioni. Berlusconi, si sa, non è un santo e lui stesso, fra battute e battutine, non ha mai nascosto di essere assai intraprendente con il gentil sesso. Naturalmente un po' di sobrietà non guasterebbe e non offrirebbe pane per i denti degli sciacalli, ma fra essere degli inguaribili latin lovers ed infastidire le minorenni, corre una bella differenza. In Italia Silvio Berlusconi non è neanche il primo e l'unico leader politico ad essere palesemente esuberante in fatto di belle donne. Prima di lui, Mussolini e Craxi non furono certo da meno e sappiamo tutti come non pochi parlamentari, anche di sinistra caro Franceschini, riescano a sconfiggere la nostalgia per le proprie mogli lontane da Roma. Come non ricordare il portavoce di Romano Prodi, tal Sircana, alla ricerca serale di transessuali per strada. Vogliamo porci il problema della moralità dei nostri politici anche nella vita privata, come fanno spesso negli USA? Bene, facciamolo, ma non incentriamoci solo su colui il quale è più in vista degli altri e pertanto diviene facile bersaglio. Anche se, a dirla tutta, oggi l'Italia avrebbe problemi più urgenti e forse occorrerebbe importare dagli States altre cose, almeno al momento.


In ogni caso, pur vivendo nell'incertezza su chi sia veramente Noemi per papi Silvio, registriamo la strumentalizzazione politica del PD e dei signori di Repubblica che tentano di far passare l'immagine del Berlusconi bavoso con le ragazzine, al fine di compromettere la sintonia esistente fra Santa Sede, mondo cattolico in generale, Governo e PdL. La CEI, con tutte le voci e vocine che stanno uscendo circa il caso Noemi, ha invitato la politica e di fatto Berlusconi ad una maggiore sobrietà. La reazione dell'organismo dei vescovi italiani è di per sé comprensibile. Il Presidente del Consiglio, proprio per la carica che ricopre e indipendentemente dagli attacchi strumentali di questi giorni, farebbe bene ad evitare ogni tanto di atteggiarsi come il classico furbacchione italiano all'Alberto Sordi. Ma la strumentalizzazione è evidente in tutta la sua volgarità, anche se a tratti appare più ridicola che ignobile e ben difficilmente sposterà voti a sfavore di Berlusconi. In effetti fa anche un po' ridere il leggenDario Segretario del PD che, con piglio moralista e bacchettone, ordina al Presidente del Consiglio di dire tutta la verità su Noemi Letizia. Sembra quasi quei repubblicani che attaccavano Clinton ai tempi della Lewinsky, ma Dario Franceschini farebbe bene a tacere, visto che guida un partito che ha dato ospitalità a Pannella e soci, gli ultrà anticlericali di tutte le liberazioni sessuali e di tutti gli anticonformismi. Il leggenDario dimentica forse di aver fatto parte di una colorita coalizione di centrosinistra dove non mancavano relativisti, laicisti, allergici vari a qualsiasi messaggio del Santo Padre visto sempre come una minaccia per lo Stato laico, Ministri dichiaratamente gay come Pecoraro Scanio e parlamentari come Vladimir Luxuria. Alla faccia della sobrietà, insomma. Franceschini eviti di fare il puro per sedurre il voto cattolico.

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