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30 gennaio 2012
Rispetto
 

La scomparsa di un uomo politico come Oscar Luigi Scalfaro che ha attraversato tutta la Storia dell’Italia repubblicana, iniziando il suo cammino sin dall’Assemblea Costituente, non può lasciare indifferente nessuno. Però essa dovrebbe essere trattata con quel distacco, quella lucidità e quel rispetto, necessari dinanzi alla morte di un anziano signore di 93 anni. Invece, come accade spesso in Italia, prevalgono faziosità e retorica, anche di fronte al trapasso a miglior vita. Chi lo odiava, i berlusconiani in primis, ora nasconde a fatica un certo sollievo perché ci saremmo liberati di una sorta di mostro. Sul web alcuni ne dicono di tutti i colori, nonostante le parole di circostanza di Alfano. Mentre chi lo adorava, (PD, sinistre varie, manettari e gli amanti dello status-quo italico), lo descrive come un Padre della Patria, le maiuscole sono obbligatorie, coerente, pulito e immacolato. Forse Scalfaro non era né un essere immondo e nemmeno però un sant’uomo. Nel 1994, l’anno del primo Governo Berlusconi poi ribaltatosi, come Presidente della Repubblica agì senz’altro con un notevole protagonismo, ma si mosse nell’ambito di ciò che un sistema parlamentare come quello italiano gli permetteva di fare. Un sistema che poteva e può tuttora ignorare il risultato elettorale in alcune fasi. Un parlamentarismo ad oltranza effettivamente da cambiare circa il quale però proprio il Cavaliere non si è mai impegnato attraverso una grande riforma istituzionale. Poi il ribaltone fu possibile grazie soprattutto a Umberto Bossi. Se la Lega non avesse fatto saltare il tavolo nello stile di Rifondazione Comunista, Oscar Luigi Scalfaro non avrebbe potuto mettere in pratica le proprie oscure manovre. Detto questo, non è nemmeno possibile, oltre al cordoglio e al rispetto doveroso dinanzi alla morte, celebrare Scalfaro come un eroe o un esponente integerrimo delle sacre Istituzioni repubblicane. Alcune inchieste giudiziarie, dal Sisde alle trattative Stato-mafia, hanno lambito questa figura storica della Repubblica, sebbene poi i magistrati non abbiano voluto infierire più di tanto. Si parla di coerenza estrema e qui invece, pur sapendo che coloro i quali muoiono erano tutti dei bravi ragazzi come chi nasce è sempre bello e chi si sposa è ricco, dobbiamo segnalare la profonda incoerenza di un democristiano conservatore, quasi di destra e persino bacchettone, (famoso fu lo schiaffo a quella scostumata in decolté), finito poi a fare il Senatore a vita del PD e il tribuno in molte manifestazioni della sinistra. Si dice che fosse un guardiano della Costituzione. Verissimo, ma ciò non costituisce un merito perché è stato dannoso per il Paese l’aver sempre difeso una vecchia ed inadeguata Carta che, come vediamo da almeno vent’anni, non riesce a far funzionare alcun Governo ed osteggiato qualsiasi tentativo di riforma, anche quando sarebbe stata doverosa una spinta autorevole al cambiamento, ovvero nel '92, all’inizio del mandato al Quirinale, nel momento in cui Tangentopoli imperversava, i partiti storici vivevano i loro ultimi giorni di vita e bisognava costruire qualcosa di nuovo e però solido e forte di robuste radici. Che riposi in pace!

3 settembre 2009
Felici, nella discarica
 

Quando l'approdo di Vittorio Feltri a Il Giornale era ancora solo una voce che girava, già si ipotizzava una nuova linea editoriale del quotidiano decisamente più aggressiva e impegnata soprattutto a fronteggiare, con gli stessi mezzi, tutte quelle penne militanti del Gruppo Repubblica-Espresso e non solo, che da mesi passano al setaccio la vita privata di Silvio Berlusconi. Con le rivelazioni sul Direttore dell'Avvenire Boffo, le ipotesi che circolavano sul nuovo Giornale feltriano, sono state ampiamente confermate.


Vittorio Feltri non ha mai nascosto di essere un giornalista di parte, ma la sua è sempre stata una faziosità nobile, dichiarata alla luce del sole e non priva comunque di uno spirito critico, indipendente e anche anarcoide. Pertanto si può credere facilmente al fatto che a Il Giornale abbiano agito da soli e senza alcun input da parte di Berlusconi per quanto riguarda il caso Boffo. Alla fine poi importa poco se dietro allo scoop su Boffo ci sia soltanto l'indipendenza di Feltri oppure anche la lunga mano del Presidente del Consiglio. Ciò che deve far riflettere è il livello sempre più scadente dello scontro politico in questo Paese. E' pur vero che il gioco del lancio della spazzatura non è stato iniziato da Feltri e che spesso a brigante si risponde con un brigante e mezzo, ma visto che viviamo in un Paese che non sta meglio degli altri indipendentemente da ciò che continua a dire Giulio Tremonti, ma anzi necessita di una lunga serie di riforme politiche ed economiche, sarebbe bene che si litigasse su idee e programmi e non si contribuisse a peggiorare ancor più la qualità del dibattito pubblico e politico solo perchè gli altri fanno già così. A volte i principali protagonisti dell'Italia di oggi ricordano quei bambini, magari di certe zone disgraziate dell'Africa, che giocano su cumuli di rifiuti, eppure sono felici perchè, poverini, non hanno mai visto altro e pensano che ciò che li circonda sia del tutto normale.

20 gennaio 2009
Che Santoro ci risparmi almeno i piagnistei
 

Il Re della libera informazione, almeno così si ritiene lui, è riuscito nuovamente a monopolizzare l’attenzione di tutti. Al centro dell’attenzione ci si può trovare per meriti come il pilota dell’aereo ammarato sul fiume Hudson a New York, oppure per demeriti come il nostro caro Michele Santoro. Il già epurato dal satrapo Berlusconi, già europarlamentare diessino e ora conduttore di AnnoZero su Rai Due, ha dedicato giovedì scorso una puntata del proprio programma alla guerra di Gaza. Tutta la trasmissione è stata contrassegnata da un livello di faziosità non solo anti-israeliana, ma pure a tratti antisemita, con interviste a personaggi che si scagliavano non contro gli israeliani, ma contro gli ebrei. Contraddittorio ridicolo e voci a favore di Israele, poche e intimidite. In fondo nulla di nuovo, si potrebbe pensare, visto che Santoro è un giornalista militante da sempre e un certo stile a senso unico non lo ha ovviamente inaugurato durante la puntata di AnnoZero di giovedì scorso. Però giovedì il guerrigliero televisivo ha proprio esagerato e ha superato i già pochi limiti che si è sempre posto finora, tanto da far indignare persino una giornalista altrettanto di sinistra e non meno militante come Lucia Annunziata. La quale è stata oltretutto maltrattata e offesa pesantemente da un rabbioso Santoro, scandalizzato dal fatto che qualcuno, una compagna per giunta, abbia avuto il coraggio di mettere in discussione il suo grande, libero e democratico metodo di fare informazione. Michele Santoro con la sua abituale claque in studio, i Vauro e i Travaglio di turno che fanno da spalla, non è certo abituato ad essere contraddetto.

 

La faziosità indecente sull’operazione militare israeliana nella Striscia di Gaza e l’arroganza scaricata addosso a Lucia Annunziata, hanno generato e non poteva essere altrimenti, un coro di critiche e reazioni piene di sdegno. L’ambasciatore dello Stato d’Israele in Italia ha scritto indignato al Presidente della Rai Claudio Petruccioli e la medesima cosa ha fatto il Presidente della Camera Gianfranco Fini. Anche buona parte del PD non ha potuto fare altro che stigmatizzare il comportamento di Santoro che invece ha ottenuto solidarietà dai migliori estremisti del Paese, ovvero i comunisti vari e i fascisti di Forza Nuova.

 

In risposta allo sdegno quasi generale, Michele Santoro, com’è sua abitudine da tempo, non ha perso un secondo per dichiararsi vittima di volontà censorie. Capiamo che gridare alla censura e magari a complotti berlusconian-sionisti, può risultare utile come il famoso editto bulgaro che diede la possibilità al nostro Che Guevara del piccolo schermo di divenire parlamentare europeo e poi di tornare in televisione più forte di prima, però sarebbe bene tacere, anche dinanzi ad eventuali provvedimenti che dovessero essere presi dalla dirigenza Rai nei confronti della trasmissione AnnoZero. Per come è stata gestita l’ultima puntata, si può ben dire che Santoro se l’è cercata e possibili sanzioni sarebbero soltanto un atto dovuto. Non si tratta affatto di stabilire se Michele Santoro possa essere più o meno autonomo, ma di affermare che nessuno e quindi nemmeno il guerrigliero di AnnoZero, si può permettere di fare trasmissioni così palesemente a senso unico e con arroganza su una rete pubblica come Rai Due, sovvenzionata dal canone di tutti gli italiani e perciò anche da coloro che forse possono dissentire dal verbo santoriano.

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