.
Annunci online

Conservatori-Liberali
Conservatori sui Valori - Liberali in Economia

Con gli Stati Uniti d'America, con Israele, per l'Occidente unito!


 
Iscriviti a conservatori_liberali

Sviluppato da it.groups.yahoo.com

30 dicembre 2010
I professionisti del fango

Libero e Il Giornale fanno da molto tempo la gara a chi, fra i due quotidiani, è il più berlusconiano e il più aggressivo verso chiunque si permetta di non essere in linea con il grande Capo Silvio. Invece di portare avanti un sano giornalismo sì di centrodestra, ma anticonformista e politicamente scorretto, Libero e Il Giornale sono diventati come la Pravda di sovietica memoria. D'ora in poi Vittorio Feltri e Maurizio Belpietro saranno insieme nella conduzione di Libero e tale quotidiano non potrà che divenire ancor più una voce a senso unico del berlusconismo e pure del leghismo, almeno fino a quando Bossi rimarrà fedele alleato di Silvio. In ogni caso, neppure Il Giornale cambierà molto da com'è oggi, visto che sarà diretto da Sallusti e poi trattasi di giornale di famiglia.

Dopo aver trascorso tutta l'estate a parlare della casa di Montecarlo per infangare il ribelle Gianfranco Fini, oggi la premiata ditta Feltri-Belpietro torna a bombardare il Presidente della Camera con nuovi schizzi di fango. Per quanto riguarda il finto attentato a Fini che si vorrebbe organizzare per addossarne la colpa a Berlusconi, solo Maurizio Belpietro si è esposto tramite un proprio editoriale, ma è ben difficile che il proprietario di Libero Vittorio Feltri sia in disaccordo con la sparata del Direttore Responsabile. Solo di sparata si tratta, perché Belpietro avrebbe saputo di questo complottone da non si sa bene chi. Certo, una persona con tutti i venerdì apposto, ma è troppo facile cavarsela così. E' evidente solo l'intenzione di gettare nuove ombre su Fini, considerato poi che, già che c'era, la coppia Feltri-Belpietro ha pensato bene di aggiungere anche una bella escort che avrebbe fatto sesso con il Presidente della Camera. Si possono muovere tutte le critiche politiche possibili ed immaginabili a Gianfranco Fini, soprattutto per come è stata gestita la linea di FLI negli ultimi giorni prima del voto di fiducia del 14 dicembre scorso, ma nessuna persona sana di mente può pensare che il leader di Futuro e Libertà sia addirittura disposto a farsi ferire pur di danneggiare l'odiato Silvio. E uno come Belpietro che ha la responsabilità non banale di dirigere un quotidiano e il dovere di fare informazione, dovrebbe riflettere bene prima di pubblicare certe scemate. Evidentemente una benché minima deontologia professionale non conta più e si preferisce l'uso indiscriminato del fango a qualsiasi esigenza di verità. Non importa a nessuno se poi il confronto e lo scontro politico in questo Paese scendono a livelli infimi. Proprio Il Giornale e Libero si sono sempre lamentati, anche con qualche ragione, per le campagne diffamatorie e strumentali create ad arte contro Silvio Berlusconi, ma il metodo Boffo e successivamente il metodo Fini hanno dimostrato e dimostrano che se in questo Paese da anni c'è un clima infame per niente degno di una democrazia occidentale, la colpa non è solo dei comunisti, di Repubblica o dei magistrati, ma anche di molti berlusconiani e forse dello stesso Berlusconi. Auguri di Buon Anno a tutti!

18 ottobre 2010
Opzione Tremonti
 

Riapriamo i battenti e commentiamo l'editoriale di Vittorio Feltri comparso ieri su Il Giornale. Per riprendere a scrivere con entusiasmo dopo un periodo di vacanza, forse dovremmo dedicarci ad argomenti più interessanti rispetto a quanto viene pubblicato sul quotidiano di famiglia, ma cerchiamo di accontentarci. Se in Italia alcuni sono turbati da una sorta di ossessione negativa per la figura di Silvio Berlusconi, altri non riescono più ad essere sereni come un tempo a causa di un Gianfranco Fini ormai distinto dal berlusconismo senza se e senza ma. Sicuramente Vittorio Feltri fa parte di questi ultimi ed ora, non sapendo più cosa aggiungere al presunto scandalo di Montecarlo, inizia a parlare di trame segrete del traditore Fini. In base a quanto scritto ieri dal Direttore de Il Giornale il Presidente della Camera avrebbe un sogno, ovvero far mancare il sostegno di FLI fra qualche tempo e magari su un tema riguardante la Giustizia, provocando inevitabilmente la crisi di Governo. Secondo il cosiddetto sogno finiano il Capo dello Stato, prima di sciogliere le Camere, dovrebbe affidare un mandato esplorativo ad una personalità autorevole del centrodestra, cioè della coalizione che ha vinto le ultime Politiche. Fini vorrebbe, così dice Feltri, che quella personalità fosse Giulio Tremonti. In tal modo l'attuale maggioranza rimarrebbe più o meno la stessa, non si potrebbe parlare di ribaltoni o schiaffi alla volontà popolare, Futuro e Libertà avrebbe il tempo necessario per radicarsi come partito nel Paese e l'ingombrante Cavaliere sarebbe messo da parte, probabilmente per sempre. E' una trama suggestiva, ma c'è un limite a tutto, anche alla fantasia di Feltri. Visto che tuttora viviamo in una Repubblica parlamentare che mai nessuno si è sforzato di modificare, nemmeno Berlusconi che pure, a parole, detesta certi riti, ovviamente Napolitano avrebbe tutto il diritto, di fronte all'eventuale caduta di questo Governo, di affidare un incarico esplorativo a Tremonti o a qualche altro esponente importante del centrodestra, così come potrebbe anche agevolare la formazione di un esecutivo tecnico e temporaneo, ma è difficile pensare che Fini sia disposto a ricorrere persino a Giulio Tremonti pur di sbarazzarsi di Berlusconi. Capiamo che Feltri voglia a tutti i costi dipingere Fini come un essere diabolico e spregiudicato, ma bisogna perlomeno usare delle trame che stiano in piedi. I rapporti fra il Presidente della Camera e il Ministro dell'Economia non sono mai stati buoni e le vicende avvenute durante il Governo Berlusconi 2001-2006 fanno ormai parte della Storia politica di questo Paese. Inoltre Giulio Tremonti rappresenta proprio quella deriva del berlusconismo che ha piano piano allontanato Fini dal Premier e ha fatto sorgere una schiera di delusi i quali oggi, non a caso, guardano con attenzione a Futuro e Libertà. Tremonti è l'uomo che ha affossato definitivamente il riformismo liberale del primo berlusconismo, il burocrate che pensa giustamente al rigore dei conti pubblici, ma non si cura della crescita economica e del bisogno di libertà delle imprese soffocate dal fisco, la cerniera che ha reso potente la Lega Nord mettendo a rischio l'unità nazionale. Già oggi Tremonti gode di un potere non indifferente ed affidargli addirittura la Presidenza del Consiglio significherebbe passare dalla padella alla brace.

3 settembre 2009
Felici, nella discarica
 

Quando l'approdo di Vittorio Feltri a Il Giornale era ancora solo una voce che girava, già si ipotizzava una nuova linea editoriale del quotidiano decisamente più aggressiva e impegnata soprattutto a fronteggiare, con gli stessi mezzi, tutte quelle penne militanti del Gruppo Repubblica-Espresso e non solo, che da mesi passano al setaccio la vita privata di Silvio Berlusconi. Con le rivelazioni sul Direttore dell'Avvenire Boffo, le ipotesi che circolavano sul nuovo Giornale feltriano, sono state ampiamente confermate.


Vittorio Feltri non ha mai nascosto di essere un giornalista di parte, ma la sua è sempre stata una faziosità nobile, dichiarata alla luce del sole e non priva comunque di uno spirito critico, indipendente e anche anarcoide. Pertanto si può credere facilmente al fatto che a Il Giornale abbiano agito da soli e senza alcun input da parte di Berlusconi per quanto riguarda il caso Boffo. Alla fine poi importa poco se dietro allo scoop su Boffo ci sia soltanto l'indipendenza di Feltri oppure anche la lunga mano del Presidente del Consiglio. Ciò che deve far riflettere è il livello sempre più scadente dello scontro politico in questo Paese. E' pur vero che il gioco del lancio della spazzatura non è stato iniziato da Feltri e che spesso a brigante si risponde con un brigante e mezzo, ma visto che viviamo in un Paese che non sta meglio degli altri indipendentemente da ciò che continua a dire Giulio Tremonti, ma anzi necessita di una lunga serie di riforme politiche ed economiche, sarebbe bene che si litigasse su idee e programmi e non si contribuisse a peggiorare ancor più la qualità del dibattito pubblico e politico solo perchè gli altri fanno già così. A volte i principali protagonisti dell'Italia di oggi ricordano quei bambini, magari di certe zone disgraziate dell'Africa, che giocano su cumuli di rifiuti, eppure sono felici perchè, poverini, non hanno mai visto altro e pensano che ciò che li circonda sia del tutto normale.

sfoglia
  
Rubriche
Link
Cerca
Feed
Feed RSS di questo blog Reader
Feed ATOM di questo blog Atom
Resta aggiornato con i feed.
Curiosità
blog letto 1 volte