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15 maggio 2015
Silvio di nuovo amerikano?
Quell'area di centrodestra che un tempo aggregava la maggioranza degli italiani, ora si trova in preda ad una crisi molto complicata che non è solo di consensi elettorali, bensì è soprattutto di contenuti, contenitori, leadership e prospettive future. Il berlusconismo non riesce più a raccogliere voti ed entusiasmo e non costituisce più il perno centrale e necessario per qualsivoglia alleanza di centrodestra, tuttavia non è ancora arrivato un nuovo leader che sia in grado di trovare una sintesi e spingere le attuali schegge impazzite di centrodestra a seguirlo. Infatti ognuno continua ad andare per conto suo e purtroppo l'attuale situazione deprimente sembra destinata a rimanere tale ancora per diverso tempo. Berlusconi è il primo ad essere consapevole di questa sorta di stallo e prova a buttare lì qualche proposta affascinante, resistendo perché manca ancora un Renzi di centrodestra e sperando di intestarsi pure un'eventuale rinascita del campo dei moderati. Così è nata l'idea di proporre una rifondazione attraverso la creazione di un partito unitario di centrodestra simile al Partito Repubblicano americano, al GOP degli USA. Questo blog ha come simbolo un elefante uguale uguale a quello dei repubblicani americani, ma con i colori italiani ovviamente, pertanto quando qualcuno parla di GOP all'italiana, chi scrive non rimane di certo indifferente. Un grande partito di centrodestra simile ai vasti rassemblement delle democrazie anglosassoni come i repubblicani USA, ma anche come i Tories britannici, beh, è sempre stato il sogno di tutti i conservatori, liberali e riformatori più autentici di questo Paese. Ma se non può esserci indifferenza, non ci può essere nemmeno molta fiducia se pensiamo al ventennio berlusconiano e alle tante occasioni gettate alle ortiche. Insomma, la proposta berlusconiana del GOP tricolore pare davvero fuori tempo massimo. Buttata lì solo per tentare di uscire da una situazione politica disperata. Silvio Berlusconi doveva e poteva unire i moderati italiani in un solo partito e guardando all'America, quando aveva forza e il consenso del Paese. Ebbe almeno tre occasioni per semplificare la politica italiana e la vita del centrodestra, (bicamerale con D'Alema, la disponibilità di Veltroni ad accordarsi con FI per realizzare il bipartitismo in Italia ed infine la nascita del PdL), ma sempre preferì anteporre le proprie aziende e le grane giudiziarie all'efficienza della politica. Perché mai dovremmo fidarci ora?
12 maggio 2015
Il prestigiatore
Matteo Renzi viene definito in molti modi, tralasciando ovviamente gli insulti veri e propri. All'inizio dell'avventura era per tutti il Rottamatore, poi sono giunti gli apprezzamenti, si fa per dire, di Grillo, da Renzie al meno affettuoso "ebetino". Qualcuno lo etichetta in milanese come ganassa a causa dell'ormai nota arroganza renziana che sfida ogni giorno la pazienza di alleati ed avversari. Su questo blog, in qualche post precedente, lo abbiamo descritto come asfaltatore visto che ha schiacciato tutti e tutto pur di far approvare il suo Italicum. Però anche la qualifica di prestigiatore si addice non poco al nostro Premier. È abilissimo nel distorcere la realtà a proprio uso e consumo. Vuol far credere al Paese che questo Governo stia facendo grandi cose sul piano economico e sociale quando invece i dati e la situazione di imprese e lavoratori raccontano ogni giorno una storia ben più triste e mediocre. Ma è sufficiente un più zero virgola qualcosa per fare esultare il Premier su facebook e twitter. Stiamo andando alla grande secondo il prestigiatore di Palazzo Chigi! Certo, c'è una piccola crescita economica e, per carità, è meglio di nulla, ma dopo anni di recessione crescere di uno zero virgola qualcosa non fa sognare nessuno, a parte Renzi. L'INPS ha fornito dei dati circa il boom di nuovi contratti di lavoro a tempo indeterminato siglati nel primo trimestre del 2015 e spinti indubbiamente dall'esonero contributivo triennale previsto per le imprese dalla legge di stabilità. Di per sé non male e nemmeno si può criticare l'esonero contributivo per le imprese, ma il Presidente INPS Tito Boeri si è mantenuto cauto sul fatto che il suddetto boom rappresenti o meno nuova occupazione. In effetti molti neoassunti a tempo indeterminato sono ex-lavoratori a termine o autonomi. Persone che già lavoravano prima ed ora hanno ottenuto maggiore stabilità grazie alla spinta data alle imprese dall'esonero contributivo. Ma per Renzi questi sarebbero nuovi occupati. 
9 maggio 2015
Big Dave
In alcuni Paesi i sondaggisti farebbero bene a cambiare mestiere. Non ne indovinano più una! In Israele doveva vincere il centrosinistra ed invece è stato riconfermato alla guida del Paese il conservatore Netanyahu che formerà un Governo tutto schierato a destra. Nel Regno Unito, sempre secondo i sondaggi, doveva verificarsi un pareggio fra conservatori e laburisti capace di dilaniare il tradizionale bipartitismo britannico, rendere la Camera dei Comuni ingovernabile ed obbligare la Gran Bretagna a scenari italiani. Invece, nulla di tutto ciò è avvenuto. I conservatori di David Cameron non solo hanno battuto i laburisti, ma hanno ottenuto la maggioranza assoluta presso la Camera dei Comuni. Quindi, se prima Cameron doveva avvalersi dell'appoggio dei liberaldemocratici per rimanere a Downing Street, d'ora in poi egli potrà governare il proprio Paese con il solo sostegno dei Tories. Non solo è stato riconfermato al Governo, bensì ha conquistato un consenso maggiore rispetto al passato. Evidentemente Dave Cameron ha svolto sinora un ottimo lavoro e per questo è stato premiato. Un risultato straordinario che inoltre salva le fondamenta della democrazia anglosassone. Il successo conservatore ha destabilizzato tutti gli altri competitori che si sono trovati costretti ad abbandonare le loro rispettive leadership. Dal laburista Miliband al libdem Clegg e fino ad arrivare all'ormai ex-rampante Nigel Farage. Solo il partito nazionalista scozzese ha avuto un buon risultato di cui Cameron terrà conto. Come non deluderà chi rimane preoccupato verso questa UE, mantenendo la promessa di istituire un referendum sulla permanenza o meno del Regno Unito in Europa. I britannici non si pentiranno di aver premiato il leader conservatore. Non è la Thatcher, per carità, ma finora ha lavorato bene per il proprio Paese e la crescita economica inglese, consolidatasi dopo una crisi spaventosa, è tutta lì a dimostrarlo. Per fortuna gli inglesi hanno snobbato Miliband che non è Tony Blair ed ha posizioni più da Old Labour che da New Labour blairiano. Chi in Italia prova a ricostruire uno schieramento conservatore o di centrodestra, vada a Londra a prendere lezioni da David Cameron, piuttosto che baciare lo stivale di Putin ed inseguire Marine Le Pen.
5 maggio 2015
Alfano, che delusione
Chi scrive su questo blog si considera da sempre di centrodestra ed alternativo ad ogni tipo di sinistra, anche a quella renziana meno ideologizzata, tuttavia, a causa della stanchezza verso "destre" mai rivelatesi compiutamente occidentali e liberali come il berlusconismo e il leghismo, da questo modesto spazio concesso dal web non sono mai partiti pregiudizi verso tutti coloro i quali negli ultimi anni hanno tentato di emanciparsi dal cesarismo berlusconiano con posizioni moderate e liberali di destra o centrodestra più vicine al PPE che a Marine Le Pen. Pensiamo a Casini, Fini e per ultimo Alfano. Purtroppo i primi due hanno fallito clamorosamente nel tentativo di edificare un'alternativa non berlusconiana al PD, mentre il terzo è ancora vivo politicamente, ma ha già dimostrato di non essere un leader con gli attributi giusti, capace anche di vivere di vita propria. Ha abbandonato il cesarismo di Berlusconi per andare a vivere all'ombra di un altro cesarismo, quello di Matteo Renzi. Fu apprezzabile la scelta di lasciare Silvio, più interessato alle proprie grane che all'Italia, per rimanere al Governo di un Paese con tante emergenze da affrontare, ma NCD avrebbe dovuto essere la sentinella di centrodestra all'interno dei Governi Letta e Renzi. Invece, soprattutto con il secondo, Alfano e i suoi sono diventati solamente un piccolo cespuglio di maggioranza, più o meno come il PSDI durante gli anni del pentapartito. Si sono accodati al renzismo senza mantenere un'identità riconoscibile e distinta dal PD. Accettano tutto senza mai disturbare, nemmeno minimamente, il manovratore e cioè Renzi. Il Governo è Renzi e basta. Nonostante gli alfaniani abbiano detto in diverse circostanze che questo Governo non è un monocolore PD, di fatto il NCD permette a Renzi di fare ciò che vuole. Altri Premier del passato come Berlusconi e Prodi hanno perlomeno avuto dei partner di maggioranza che riuscivano ad infilare qualche loro idea nell'azione quotidiana del Governo, ma Renzi invece fa tutto da solo e può pure dormire sonni tranquilli. Ha cacciato il povero Lupi ed Alfano non ha fiatato. Come leader di partito Angelino Alfano è quello che è, ma anche in qualità di Ministro degli Interni non è proprio un leone. Il Ministro Alfano fa spesso dichiarazioni retoriche e buoniste che potrebbero tranquillamente uscire dalla bocca di un esponente del PD. L'identità di centrodestra non si vede! Alfano è soddisfatto per come sono andate le cose a Milano durante l'inaugurazione dell'Expo. Cioè, dei delinquenti hanno devastato il centro di Milano partendo peraltro da una manifestazione non autorizzata e la Polizia in pratica ha quasi lasciato fare, beninteso, non perché sia debosciata e codarda, ma perché il sistema Italia fra culturame sinistrorso e leggi sbagliate paralizza e demotiva i servitori dello Stato e Alfano è contento così. Una vera sentinella di centrodestra avrebbe dovuto arrabbiarsi invece perché in contemporanea dell'inaugurazione di Expo il centro di Milano doveva essere protetto e vietato ad ogni tipo di manifestazione. Poi, se qualcuno manifesta senza autorizzazione deve essere fermato ancor prima che avvengano fatti violenti. Una sentinella di centrodestra dovrebbe impegnarsi per contrastare il più possibile una certa cultura italiota per la quale solo le persone perbene devono rispettare la legge, mentre tutti gli altri possono infischiarsene. 
30 aprile 2015
L'asfaltatore
Matteo Renzi ha indubbiamente vinto la prima battaglia sull'Italicum, ottenendo la fiducia alla Camera sul primo articolo della legge elettorale che gli sta molto a cuore. Ha drammatizzato circa l'urgenza di approvare l'Italicum ed ha forzato lo scontro sino al ricorso del voto di fiducia come solo Mussolini seppe fare nel 1923, ricevendo insulti da più parti, ma alla fine Renzi l'ha spuntata e la minoranza PD, nonostante l'autorevolezza residua di Bersani e Letta, si è riscoperta di nuovo ininfluente ed impotente. Le opposizioni poi, fanno quel poco che possono. Certo, il Premier deve ancora affrontare altre votazioni parlamentari prima di portare a casa completamente l'Italicum, ma, vista la scarsa capacità della minoranza dem di sbarrare sul serio la strada a Matteo Renzi, molto probabilmente la legge elettorale cara al Rottamatore passerà. Il PD rischia una drammatica spaccatura? Il Capo del Governo nonché Segretario del PD non sembra preoccupato dinanzi ad un'eventualità del genere, anzi, forse auspica una scissione che invece pare intimorire di più proprio i vari Bersani, Civati e Fassina. Renzi è il solito prepotente che per abitudine e stile non può mostrarsi impaurito, tuttavia una fuga della sinistra lo aiuterebbe a creare quel Partito della Nazione capace di attirare anche elettori moderati, alla luce poi della crisi di Forza Italia e del centrodestra. Per ora, il giovanotto presentatosi come Rottamatore, sembra sempre più un asfaltatore. Va avanti, schiaccia tutto e tutti e nessuno riesce a rallentarne la corsa. Per carità, può incontrare prima o poi la classica buccia di banana, (taluni arroganti del passato non hanno poi terminato bene la loro carriera politica), ma per il momento Matteo Renzi è inarrestabile. Sa di avere avversari deboli e fa il bullo. Ciò in Italia, mentre all'estero il nostro è già più mansueto. Non crediamo ambisca ad indossare divisa e fez anche se il paragone con Mussolini in parte regge ed inquieta. Semplicemente si permette di forzare un po' le cose e di fare il bulletto perché intorno ha solo terra bruciata ed avversari con il fiato corto. Ha dalla sua anche la deprimente situazione italica e cioè: da anni si discute in modo improduttivo su come permettere che vi sia un vincitore certo e dare stabilità ai Governi ed ora che c'è una legge che quasi produce il bipartitismo, che facciamo? Ci opponiamo con dei cavilli da vecchia politica? Senza dubbio, il bipartitismo è sempre stato il sogno di tanti liberali e moderati, però questa conquista dovrebbe giungere tramite un accordo perlomeno fra due grandi forze della politica e non con una parte azzoppata e dispersa e l'altra che invece si fa una legge a proprio uso e consumo. È questo aspetto che genera accuse di arroganza fascista e paragoni con il Duce. Poi, una nuova legge elettorale dovrebbe portarsi dietro anche delle riforme istituzionali se si vuole davvero un cambiamento completo e non solo il potere per il potere. 

27 aprile 2015
I fascisti del 25 aprile
Anche dopo 70 anni, la data del 25 aprile, l'anniversario della Liberazione con tutte le manifestazioni e celebrazioni legate al ricordo della Resistenza, non cessa di alimentare qualche polemica e divisione. La maggior parte dei protagonisti di quell'epoca, sia repubblichini che partigiani, ha ormai lasciato questa vita terrena, eppure ad ogni 25 aprile noi italiani riusciamo ancora a dividerci e magari litigare su quel periodo storico. Dicevamo, i protagonisti sono quasi tutti scomparsi, ma vi sono ancora molti idioti che neppure hanno vissuto quei drammatici momenti, tuttavia presenziano a tutte le manifestazioni di ricordo della Liberazione e strumentalizzano le sofferenze patite dagli italiani sino al 1945 per rinfocolare nuovi ed antistorici pregiudizi ideologici o anche solo al fine di dare un tono alla loro pochezza politica. Senza dubbio chi ancora si ostina a piazzare striscioni per onorare provocatoriamente la RSI, beh, esterna tutto tranne che l'intelligenza, ma la stupidità non manca neppure fra i cosiddetti antifascisti. Nelle marce celebrative del 25 aprile si aggiungono spesso i peggiori estremisti di sinistra, centri sociali e simili. Questi signori, nati tutti nel dopoguerra, hanno dato il peggio di loro stessi sabato scorso. Sfilando a Milano con l'ANPI e con la presenza pure di referenti e reduci della Brigata ebraica, hanno pensato bene di scaricare un po' di insulti su questi ultimi, approfittando così per rimarcare l'odio attuale che alcuni nutrono verso Israele. Il miglior modo per profanare il 25 aprile è proprio quello di insultare gli ebrei, visti i patimenti subìti da questo popolo in quegli anni terribili, ormai certificati dalla Storia con la S maiuscola. Offendere gli ebrei o esporre striscioni con l'aquila della RSI durante le celebrazioni legate al 25 aprile, rappresentano due facce della stessa medaglia. Gli estremisti che sfilano con le bandiere rosse non sono meno fascisti di coloro i quali ancora venerano la Repubblica di Salò. Però non si tratta di un problema connesso solo a qualche disadattato dei centri sociali. La ricorrenza del 25 aprile è sempre stata e purtroppo continua ad essere divisiva perché i partigiani rossi di estrazione comunista e poi il PCI-PDS-DS-PD hanno sempre lucrato politicamente e culturalmente con una retorica insopportabile su tale data. Hanno appaltato il 25 aprile come se la Resistenza l'avessero combattuta solo loro e non già partigiani cattolici, monarchici, liberali, laici e appunto, ebrei. Per festeggiare e ricordare la Liberazione d'Italia, è più opportuno sventolare la bandiera degli Stati Uniti o quella del Regno Unito perché se l'Italia ha potuto vivere in democrazia per 70 anni il merito è solo degli angloamericani. Se fosse dipeso soltanto da una buona fetta di partigiani comunisti, l'Italia sarebbe finita nel Patto di Varsavia.
21 aprile 2015
Cimitero mediterraneo
Il nostro Mediterraneo è ormai un mare pieno di cadaveri, un cimitero, insomma. Quanti barconi di immigranti provenienti dal Nord Africa sono affondati o si sono capovolti finora? È molto triste, ma non tutte le salme possono essere recuperate. L'ultimo è stato l'incidente peggiore, il più atroce, si parla di quasi 900 morti, un'ecatombe, ma i disperati muoiono nel Mediterraneo praticamente da anni, trasportati come bestie su imbarcazioni fatiscenti condotte da criminali senza testa e cuore. Finora l'Italia e l'Europa hanno fatto poco o nulla e soprattutto hanno colpevolmente sottovalutato l'immane tragedia quotidiana dell'immigrazione proveniente dall'Africa. Adesso l'UE promette impegno ed addirittura un'azione militare per impedire questi drammatici viaggi. Possiamo dire: era ora, meglio tardi che mai! Considerata l'ampiezza dell'ultima catastrofe, speriamo davvero che i vertici europei ed italiani passino finalmente dalle parole ai fatti, dal "dobbiamo fare qualcosa" al "stiamo già facendo qualcosa". Che almeno quelle povere 900 persone non siano morte invano! L'UE e il Signor Renzi che non perde occasione per fare comizi, cioè solo vuote parole, si convincano della necessità di pattugliare il Mediterraneo ogni giorno come se fosse un quartiere malfamato pieno di delinquenti tipo il Bronx ed altresì prendano atto di come sia urgente risolvere la crisi libica e dare stabilità a quel Paese.



permalink | inviato da RobertoPenna il 21/4/2015 alle 15:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
17 aprile 2015
Mamma li turchi
Lo stile di Papa Francesco è ormai noto a tutti. Questo Pontefice esterna ciò che gli giunge dal cuore e non si cura delle possibili reazioni negative che possono arrivare dai vari Governi o Autorità politiche del mondo. In fondo il Papa è sì anzitutto un'autorità religiosa, ma anche un Capo di Stato. Tuttavia Bergoglio è impolitico e poco abituato alle ipocrisie della diplomazia. Perciò le sue uscite fanno spesso discutere, anche all'interno dello stesso mondo cattolico. Per dirla in parole semplici, si può essere più o meno d'accordo con Papa Francesco, ma bisogna prenderlo così com'è, con la sua schiettezza e semplicità. E difenderlo quando viene attaccato ed addirittura intimidito vergognosamente com'è accaduto circa la condanna del genocidio armeno. Non solo il Papa può dire ciò che desidera, ma un Paese come la Turchia che peraltro, nonostante molte contraddizioni, si ritiene partner dell'Occidente ed ambisce ad entrare in Europa, non si può permettere di minacciare ed imbavagliare il Santo Padre. Ankara dovrebbe invece fare i conti con la propria Storia e non ostinarsi a non riconoscere una tragedia gigantesca di ben 100 anni fa, ormai più che accertata da tutti, dagli USA al Parlamento europeo. Il massacro degli armeni non è certo un'invenzione di questo imprevedibile Papa. Le donne e gli uomini liberi di questo pianeta non possono che condividere la condanna di Francesco, a maggior ragione in questo periodo storico in cui troppe persone vengono uccise solo perché cristiane, proprio come accadde agli armeni nel 1915.
11 aprile 2015
Orfini chi?
Matteo Orfini è il Presidente del PD e qualche giorno fa voleva far dimissionare dalla Presidenza di Finmeccanica Gianni de Gennaro, ex-Capo della Polizia. Orfini ha generato una polemica contro de Gennaro alla luce della condanna dell'Italia da parte della Corte di Strasburgo per i fatti avvenuti durante il famoso G8 di Genova e presso la scuola Diaz. Diciamo subito che de Gennaro è stato completamente assolto per gli scontri di Genova ed infatti nel Governo, a partire dal Premier Renzi, la ragionevolezza ha avuto la meglio. Quella di Orfini è stata considerata come posizione personale e tutto l'esecutivo ha difeso l'ex-Capo della Polizia e l'incarico che ora egli ricopre. Intanto, dall'Europa non sempre giungono prese di posizione intelligenti e la condanna dell'Italia per il G8 sarebbe addirittura da respingere. In quei giorni dei teppisti ideologizzati misero a ferro e fuoco una città e la Polizia fece semplicemente il proprio dovere, difendendosi e tentando di riportare l'ordine, ma notiamo come a distanza di anni i fatti di Genova vengano ancora strumentalizzati per delegittimare le Forze dell'Ordine, cioè i servitori dello Stato che rischiano ogni giorno la vita, peraltro guadagnando al mese molto meno di Matteo Orfini e dei Giudici di Strasburgo. Nonostante la sedicente rivoluzione renziana, Orfini ha rilanciato le solite e ben note posizioni della vecchia sinistra per la quale le "guardie" sono fasciste, violente ed hanno sempre torto, a prescindere. Naturalmente il Presidente PD non poteva lasciarsi sfuggire la ghiotta occasione offerta dai Giudici UE. Già viviamo in un Paese in cui la Polizia deve stare ben attenta a come si comporta perché rischia più galera e processi dei criminali, infatti il DDL Tortura è figlio della mentalità perversa italiota, (Renzi ha difeso meritoriamente de Gennaro, ma per non sembrare troppo di destra ha partorito il suddetto DDL che di fatto blocca ancor più le Forze dell'Ordine, potendo essere interpretato in vari modi), tuttavia se aggiungiamo poi l'ideologia della vecchia sinistra, beh, possiamo dichiararci sconfitti di fronte a criminalità e terrorismo fin d'ora.
7 aprile 2015
Bad news
Barack Obama ha insistito così tanto per mettere d'accordo l'Iran con la comunità internazionale che alla fine è riuscito davvero a strappare una sorta di compromesso fra gli ayatollah di Teheran e i negoziatori del famoso sestetto 5+1. Obama ci teneva moltissimo ed è apparso a tutti evidente, l'Europa si è accodata e naturalmente per la Russia non è stato difficile stringere un accordo con un regime amico qual'è la teocrazia iraniana. Ma ciò che è stato stipulato, peraltro non ancora in maniera totalmente definitiva, corrisponde ad un accordo buono o cattivo? Obama ne è entusiasta e l'Alto rappresentante della politica estera UE, Federica Mogherini, ha twittato: Good news! Se i fatti ci smentiranno ne saremo lieti, ma al momento, al contrario della Mogherini, conosciuta anche come Moncherini, preferiamo scrivere o magari twittare: Bad news! Intanto, un nemico storico dell'Occidente come il regime teocratico degli ayatollah è stato riabilitato e riammesso nella comunità internazionale ancor prima di avere dimostrato al mondo la propria buonafede. Per ora, l'effetto prodotto è questo, piaccia o meno. Mentre Israele, affidabile amico degli USA, viene allontanato dall'America. Certo, per fortuna, gli Stati Uniti non sono solo, per così dire, Barack Obama ed infatti il Congresso a maggioranza repubblicana condivide le preoccupazioni di Netanyahu. Tutti i repubblicani e pure non pochi democratici giudicano assai negativamente le ultime mosse della Casa Bianca che di fatto legittimano i nemici ed allontanano gli amici. Ma senza dubbio una certa ferita è stata inferta e il prossimo Presidente dovrà lavorare molto per rimediare ad alcuni errori macroscopici commessi dall'attuale Amministrazione. Israele non è il solo ad essere arrabbiato e deluso. Anche l'Egitto e le monarchie sunnite del Golfo, a partire dall'Arabia Saudita, tradizionalmente abbastanza leali con l'Occidente, non hanno per nulla gradito l'accordo Iran-5+1. Non solo, sono talmente furibondi da quelle parti da aver già pensato di costituire un sistema di difesa comune, una sorta di NATO sunnita, diminuendo così l'influenza americana in Medio Oriente. Il patto siglato a Losanna prevede che due terzi delle centrifughe iraniane vengano smantellati, tuttavia l'impianto di Natanz proseguirà come prima e in fondo l'Iran rimane un Paese ancora capace di produrre energia nucleare e francamente, non vi è la certezza assoluta che ciò che sarà prodotto da Teheran, verrà usato solo per scopi pacifici e non già per costruire bombe. Obama pare sicuro di sé e non si capisce se la sua sia ingenuità o malafede. Sempre il Presidente americano sostiene che l'applicazione concreta del piano stilato in Svizzera sarà vagliata con un'attenzione quasi maniacale e che l'Iran sarà il Paese più controllato al mondo. Speriamo, per la stabilità e la sicurezza di tutti noi, che Obama abbia ragione visto che finora proprio il regime degli ayatollah ed altre dittature simili hanno sempre bluffato e mai hanno concesso seri controlli nei loro territori. L'effetto immediato degli accordi di Losanna, come abbiamo detto, non è dei migliori, (solo gli ayatollah festeggiano), ma speriamo di sbagliarci. Una cosa è però sicura: non si può pensare di combattere l'ISIS facendo affidamento sugli iraniani. L'ISIS deve essere fermato con ogni mezzo e, certo, gli assassini dello Stato islamico sono sunniti mentre la teocrazia iraniana è sciita, ma entrambi odiano gli USA e l'Occidente democratico e sempre entrambi, in eguale misura, sognano la distruzione di Israele, quindi sono due facce della stessa medaglia. Se anche l'Iran combatte l'ISIS, ciò non significa però che le palandrane iraniane diventino automaticamente amiche delle democrazie. Se Obama pensa davvero di fare dell'Iran un amico, si sbaglia di grosso e rischia di combinare l'ennesimo pasticcio, forse il più grave, dopo la gestione vigliacca delle Primavere arabe. 
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